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23 e 24 Giugno 2016, due giornate di didattica innovativa rivolte ad un gruppo di giovani studenti e laureati di alcune delle più importanti università del triveneto (Cà Foscari, Trento, Padova, Vicenza).
Cln6Hh3WMAAceF4Siamo a Treviso, nella sede distaccata dell’Università Cà Foscari dove si svolgono le attività della Scuola in Economia, Lingue e Imprenditorialità per gli Scambi Internazionali. All’interno di Palazzo San Paolo, in riva al fiume Sile, si è tenuta la due giorni con i partecipanti alla seconda edizione del The Urban Innovation BootCamp, laboratorio di imprenditorialità ad alto impatto sociale promosso da Università Cà Foscari Venezia.
44 giovani, di cui 5 richiedenti asilo, collaborano con aziende, istituzioni pubbliche e private, per lo sviluppo di 5 idee imprenditoriali in grado di generare risposte positive ai problemi di accessibilità ed inclusione della città di Treviso.

Human Foundation ha accettato con entusiasmo la possibilità di collaborare al percorso di didattica e “incubazione” delle idee imprenditoriali.
Imparare facendo, è stato il leitmotiv di questa esperienza formativa. L’intento: uscire dallo schema docente / alunno.
Per fare questo ho calato i partecipanti in una dimensione laboratoriale in cui i protagonisti fossero i singoli gruppi e al centro ci fossero le idee, i progetti e le visioni. Ho avuto l’ennesima conferma di quanto la pratica sia davvero la migliore delle metodologie didattiche: in due mattinate abbiamo affrontato metodologie che di solito richiedono diverse giornate di lavoro. Adottando un caso studio complesso ho sfidato i ragazzi a confrontarsi con tematiche che non avevano mai affrontato portando i singoli team a riflettere sull’affascinante complessità del lavoro di imprenditore sociale. L’entusiasmo, la curiosità, l’abnegazione (nonostante il caldo) che avevano i partecipanti mi hanno confermato di aver fatto centro. Certo, sarebbe stato utile approfondire, continuare a scavare, avere il tempo per delineare meglio il quadro di alcune cose, però credo che il senso più importante delle due giornate sia passato. La capacità di lavorare in gruppo, di credere nelle proprie capacità, di uscire dagli schemi analizzando il contesto che li circonda da differenti prospettive, sono tutte abilità indispensabili per affrontare il percorso di inserimento lavorativo che attende molti di loro nel prossimo futuro. In un mondo in cui ogni aspetto della nostra vita è sempre più interdipendente e connesso, in cui le divisioni nette tra attività economica e sociale non esistono più, è stato strano osservare le difficoltà di adattamento. Di fronte alla complessità del modello proposto sono stati i ragazzi rifugiati, con percorsi formativi più accidentati, ad essere più reattivi, a comprendere come le proposte di valore sociale ed economica fossero unite in un unico modello di risposta ai bisogni degli stakeholder analizzati.
Cln6 I1WgAAbjsg 1Continuare a trasmettere questo messaggio alle nuove generazioni è un investimento per il futuro, perché avere giovani in grado di leggere la complessità dell’oggi con le lenti dell’impatto sociale è un fattore di speranza di cambiamento per il futuro di tutte e tutti.
Solo se le nuove generazioni sapranno vedere e cogliere opportunità laddove i più evidenziano difficoltà e problemi avremo, in quanto società, l’occasione di essere protagonisti di rinnovati percorsi di innovazione sociale.

Nicola Cabria
Social Business Officer 
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