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Roma, 28/29 ottobre 2014
Dopo Washington, Londra, Parigi e Berlino si è tenuto a Roma l'ultimo Meeting della Social Impact Investment Task Force (SIIT) istituita nel 2013 in ambito G8, sotto la presidenza UK.

I lavori si sono svolti presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale alla presenza del Vice Ministro Lapo Pistelli, nel quadro della partecipazione italiana alle attività del G7, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio.

Dopo il saluto del Segretario Generale della Farnesina, Amb. Michele Valensise, ha introdotto i lavori Sir Ronald Cohen, chair della SIIT e ispiratore dell’ecosistema della finanza sociale nel Regno Unito, seguito dalla presentazione di Giovanna Melandri, chairwoman dell'Advisory Board italiano della SIIT con i delegati governativi, professori Mario Calderini e Mario La Torre.

Tenutosi a poco più di un mese dalla presentazione (in contemporanea nei Paesi membri del G7: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, con l’aggiunta di Unione Europea e Australia) del Rapporto internazionale sugli investimenti ad impatto sociale "Impact Investment: The Invisible Heart of Markets – Harnessing the power of entrepreneurship, innovation e capital for public good” e delle sue declinazioni nazionali, il Meeting ha visto la partecipazione, fra gli altri di:

  •  Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
  •  Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
  •  Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione
  •  Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e Prestiti
  •  Armando Varricchio, Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio e Sherpa G7/G20
  •  Rt. Hon. Iain Duncan-Smith MP, Secretary of State for Work and Pensions Uk Government
  •  Matthew Bishop, The Economist US Business Editor and New York Bureau Chief

Hanno inoltre partecipato attori chiave del settore della finanza ad impatto su scala mondiale, come gli esponenti di Big Society Capital, Omidyar Network, delle fondazioni Rockefeller e Bertelsmann, così come di Credit Coopératif e Triodos Bank, solo per citarne alcune.

Nelle sessioni previste durante la due giorni si è discusso dell'Agenda sugli Investimenti a Impatto, delle prospettive europee e della auspicata espansione del Socil Impact Investment ai Paesi del G20.

Sir Cohen ha espresso la sua soddisfazione per l'esito dei lavori,  "ci troviamo di fronte ad un passaggio fondamentale, la presentazione dei rapporti è stata molto importante per sensibilizzare le istituzioni sul ruolo che l'impact investing puó avere nei processi di innovazione del welfare. La sfida che ci attende è fare un salto di qualità. Gli investimenti ad impatto sono davvero un movimento globale, penso che in questo percorso vadano coinvolti altri importanti interlocutori, in primo luogo i Paesi del G20. Ringrazio Giovanna Melandri e l'Advisory Board italiano per l'organizzazione di questo appuntamento, che ci consente di definire le prossime azioni da implementare come Taskforce”


Il Rapporto internazionale e quello redatto dall'Advisory Board italiano della SIIT (al quale hanno contribuito oltre 100 esperti della finanza ad impatto, dell’imprenditorialità sociale e della finanza tradizionale) presentano il nuovo paradigma degli investimenti "Impact" per orientare la cultura imprenditoriale e l’innovazione verso la soluzione dei problemi sociali e un insieme di raccomandazioni tese allo sviluppo di un mercato globale degli investimenti e della finanza ad impatto sociale.Nel rapporto italiano si stima un flusso di risorse finanziarie di circa 30 miliardi di euro al 2020 per investimenti a impatto sociale. 
Contiene anche 40 proposte rivolte all’esecutivo Renzi per l’Agenda Impact. Tra le quali:• Incoraggiare fondi pensione, assicurazioni, investitori istituzionali, banche, fondazioni bancarie, e fondazioni filantropiche a investire in prodotti Social Impact
• Sviluppare nuovi strumenti innovativi come i Social Impact Bond e i Development Impact Bond 
• Creare un fondo specifico per l’impresa sociale anche attraverso l’uso dei fondi strutturali e risorse comunitarie
• Introdurre una fiscalità di vantaggio per i prodotti finanziari a impatto sociale
• Affidare alla Cassa depositi e Prestiti un ruolo esplicito a supporto degli investimenti Impact 
• Sostenere gli investimenti a impatto rimuovendo barriere amministrative ed economiche per gli investitori e favorendo la diffusione di questi prodotti nei portafogli dei promotori finanziari
• Estendere la definizione di impresa sociale vincolandola alla sua missione sociale (Mission Lock) ad una limitata possibilità di ridistribuzione degli utili (Profit Lock) e al vincolo di trasferimento del patrimonio (Asset Lock)
• Aggiornare la direttiva degli appalti pubblici introducendo il requisito di impatto sociale ai fini dell’eligibilità dei fornitori (sul modello Uk del Social Value Act)
• Estendere alle imprese sociali le agevolazioni per le start – up innovative e a “vocazione sociale” e introdurre a loro beneficio fiscalità di vantaggio
• Diffondere gli strumenti della misurazione dell’impatto sia tra le imprese sociali che tra gli erogatori di risorse pubbliche e private